Nel
1995 è stata inaugurata una nuova sezione del Museo dell’Accademia
Etrusca, che rappresenta un deciso mutamento di indirizzo nella sua concezione
museografica: da museo “chiuso”, espressione di un indirizzo collezionistico
che fino dai primi anni di vita è giunto fino al secondo dopoguerra,
e pur non perdendo il suo carattere originario, che ne costituisce l’indispensabile
filo conduttore, si va trasformando in museo destinato ad ospitare i materiali
archeologici di più recente rinvenimento, divenendo pertanto un
museo di tipo territoriale: in ciò è stato decisivo il contributo
della Soprintendenza Archeologica della Toscana.
Nella nuova sezione sono infatti ospitati
i reperti provenienti da una delle maggiori tombe etrusche del territorio
cortonese, il “Melone II” del Sodo, il cui scavo è tuttora in corso;
la tomba è di eccezionale importanza, sia per l’epoca della sua
costruzione (il VI sec. a.C.), sia per le dimensioni, sia per la ricchezza
e l’originalità della sua decorazione e dei corredi in esso conservati.
Nella foto in alto il calco di una delle "sfingi" che decorano la scalinata
antistante la tomba.
Nelle
sale al secondo piano del palazzo Casali sono presentati alcuni fra i più
interessanti materiali rinvenuti nelle camere funerarie: nella prima sala
vi sono i corredi della tomba maggiore, scoperta fino dal 1928, con buccheri,
ceramiche attiche ed oreficerie; assieme a questi, sono esposti i corredi,
certamente meno attraenti, ma non per questo meno interessanti scientificamente,
di una serie di piccole tombe di età romana tardo repubblicana poste
nell’area del grande tumulo. La seconda sala è dedicata invece ad
una piccola tomba scoperta nel 1991-92, già violata in antico, ma
nella quale il crollo di parte delle coperture ne aveva mantenuto l’integrità
dei corredi; tale tomba, che aveva avuto due fasi di uso dall’inizio del
V fino al II sec. a.C., conteneva una serie di ceramiche, bronzi e oreficerie
di fattura estremamente raffinata, certamente appartenuti a personaggi
di elevato livello sociale ed economico. Fra i pezzi più significativi
sono i frammenti di un diphros, una sorta di sgabello pieghevole, uno stilo
scrittorio, indicante evidentemente il possesso della capacità di
scrittura, e la serie di monili in oro (nella foto, fibula aurea
ad arco configurato), corniole e cristalli di rocca (alcuni
anelli, orecchini, borchiette, collane).
Il loggiato, splendido locale da cui è possibile
un’ampia veduta su tetti e cupole di Cortona e sulla Valdichiana, ospita
la ricostruzione della tomba nella quale sono stati rinvenuti i materiali
delle sale precedenti, con la serie di sarcofagi e di urnette in pietra,
alcune delle quali con iscrizioni in caratteri etruschi.
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