Come
la sala del Biscione, anche questo ambiente contiene alcuni fra i documenti
più preziosi della storia dell’Accademia Etrusca; al centro è
infatti un grande trofeo in porcellana, il cosiddetto tempietto Ginori
(nella foto), prodotto nella manifattura di Doccia
fondata dal marchese Carlo Ginori, che fu Lucumone accademico nel 1756:
in tale occasione donò la splendida realizzazione, di raffinato
gusto rococò, ornata da figure allegoriche ai lati, da un Mercurio
alato in alto, e al centro da un gruppo raffigurante la Bellezza rapita
dal Tempo; tutt’intorno è una serie di medaglioni con le effigi
dei personaggi della casata Medici. Le stesse effigi sono in una serie
di medaglie di Antonio Selvi e Bartolomeo Vaggelli, che costituiscono una
singolare raccolta “medicea”; assieme a queste sono altre medaglie di grande
pregio artistico, fra le quali, di eccezionale valore, quelle di Antonio
Pisanello (Leonello d’Este e Sigismondo Pandolfo Malatesta) e di Matteo
de’ Pasti (Sigismondo Pandolfo Malatesta e Isotta degli Atti) .
Nelle bacheche lungo le pareti è conservata la
collezione di gemme e oreficerie di epoche e scuole diverse, a partire
dalla civiltà etrusca; tale raccolta, una delle prime ad essere
state messe insieme nel corso dell’attività accademica, consentiva
ai soci dei primi decenni di sviluppare studi sulle iconografie e sulle
tecniche artistiche, secondo una tradizione culturale diffusa, oltre che
a Cortona, in tutti i centri nei quali si andava sviluppando la dottrina
illuminista.
La
saletta a fianco contiene la raccolta di monete, in prevalenza di interesse
archeologico, dall’epoca etrusca fino al tardo Impero romano: in particolare
sono degni di nota gli esemplari di aes grave e della “serie della ruota”
del IV-III sec.a.C., ed una serie di pezzi della zecca di Alessandria,
che già facevano parte della collezione egizia Corbelli. Interessanti
sono alcuni sigilli, fra cui alcuni medievali relativi al Comune di Cortona.
Un piccolo vano sulla parete ospita una serie di porcellane, fra cui un
piatto del celebre ceramista Mastro Giorgio da Gubbio. E' qui raffigurata
una medaglia raffigurante Leone X di casa Medici.
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